— Consideratela come volete. A quanto pare, non capite la posizione in cui siete venuti a trovarvi.
— Sì, sì, lo sappiamo… siamo in trappola… Almeno così sperate!
— Siete rinchiusi in una stanza dalle pareti solidissime e senza finestre. L’unica porta è chiusa da un congegno di serrature che possono essere aperte soltanto da qui. Usavamo la sala in cui vi trovate per i colloqui con i paranormali che venivano in visita senza chiari motivi. L’abbiamo già usata diverse volte.
— Capisco.
— Non sono tanto stupido da sentirmi al sicuro dietro una cancellata che si può facilmente superare, come avete fatto voi. Ma adesso avrete certamente capito che chi vuole lottare contro di me deve farlo nel momento e nel luogo da me scelti.
— Precauzioni piuttosto elaborate per la casa di un onesto commerciante, non vi pare? — disse Raven.
— Ho grandi interessi, da proteggere. I mezzi difensivi che ho studiato non si limitano certo a quelli che avete scoperto nella casa. Voi avete raggiunto soltanto la seconda linea di difesa. — Si protese verso lo schermo e li fissò con sguardo trionfante. — Anche se foste arrivati nella stanza in cui mi trovo, avreste scoperto che sono invulnerabile.
Raven sorrise.
— Sarebbe interessante fare la prova.
— Non ne avrete la possibilità. È ora che facciate entrare nei vostri piccoli cervelli l’idea che l’uomo comune non manca d’ingegno. Certi di noi… io in particolar modo… sanno come regolarsi con i mutanti. Sappiamo pensare con maggior rapidità, in qualsiasi momento.