— Cambiate il vostro modo di pensare — lo invitò Raven. — Passate dal generale al particolare. Non esiste un solo tipo di mutante. Il mondo è pieno di tipi diversi. Voi, per esempio, appartenete a una certa specie. E sono pronto a scommettere che considerate la vostra specie superiore a tutte le altre.

— Anche i telepatici pensano la stessa cosa di se stessi — replicò Kayder.

— Questo è un colpo diretto contro di me, ma non ha importanza. Ciascuna specie di mutanti si considera superiore alle altre. Tutte sono sospettose e gelose come i semplici esseri normali.

— E allora?

— Questo stato d’animo può essere sfruttato. Un tipo può essere messo contro un altro tipo. Ricordate una cosa, mio caro amico degli insetti, le capacità superiori non sono necessariamente accompagnate da cervelli superiori.

— Lo so.

— Esistono telepati tanto ricettivi da poter leggere il vostro pensiero anche se vi trovate all’orizzonte, ma che sono dotati di una levatura mentale minima. I mutanti sono esseri umani con tutti i difetti degli esseri umani. Thorstern, essendo psicologo per istinto, non mancherà di rilevare questa utile caratteristica.

Ora Kayder vedeva le cose con maggiore chiarezza. Comprendeva le estreme possibilità, ed era costretto ad ammettere che esistevano. Il quadro non era tanto felice.

— Se dovesse tentare una cosa simile, come credete che vorrà cominciare?

— Con sistema — disse Raven. — Anzitutto cercherà di conquistare l’appoggio di Heraty, del Consiglio Mondiale e di tutti gli esseri normali che hanno una certa influenza sui tre pianeti. Il secondo passo sarà quello di raccogliere più dati possibili sui mutanti, compilare un elenco, analizzarlo e stabilire quali siano i più pericolosi e distruttivi. Sceglierà il tipo mutante che deve fare il cavaliere senza macchia e quello che dovrà recitare la parte del drago divoratore di bambini.