— Bene. Puoi andare. — Kayder. Aspettò che la porta si fosse richiusa alle spalle di Santil. — Quindi, voi siete una nuova specie di lettore-di-cervelli, un tipo di telepatico corazzato. Uno che può scrutare senza essere scrutato. Questo conferma quanto Grayson mi ha detto.

— Grayson? — chiese Raven, poi scosse le spalle. — Chi è mezzo informato è male informato.

— Questo però vale anche per voi.

— Naturalmente. Ho ancora cose da apprendere. — Raven dondolò una gamba osservandosi il piede con aria annoiata. — Mi piacerebbe sapere chi ha organizzato la distruzione della Baxter — disse inaspettatamente.

— Come?

— La catastrofe è avvenuta questa mattina. È stata davvero grave.

— E che cosa c’entro io, in tutto questo?

— Niente — ammise Raven con disappunto.

Aveva le sue buone ragioni per essere contrariato. In quei pochi secondi, nella mente di Kayder era passata un’onda di pensieri, e lui li aveva letti tutti.

Un’esplosione alla Baxter? Cosa c’entro io? Dove vuole arrivare? Distruggere quel grosso impianto sarebbe un bel colpo, ma non siamo ancora pronti. Quelli del pianeta forse hanno iniziato una serie di operazioni speciali senza darmene notizia. No, i capi non potrebbero fare una cosa simile. Non c’è motivo di creare una seconda organizzazione separata dalla prima. Comunque, lui sospetta che io sappia qualcosa. Perché? Ci sono forse indizi che lo hanno portato su questa falsa pista? Sono stati i Marziani ad agire di loro iniziativa e a fare in modo che la colpa ricadesse su di noi? Non ci sarebbe da meravigliarsi. Non mi sono mai fidato dei Marziani.