Credo anch'io.
Sono sempre colle mani nelle mani.
Dianora
sfavillante.
Davvero! È una gran gioia e un tormento sentirmi dir questo. E allora, se è così, mi pensi sempre come se le fossi vicina. Mi lasci almeno questa illusione di non essere passata invano nella sua vita. Non solo di averle attraversata la strada, ma di averla aiutata a trovarla: la troverà. Mi lasci almeno questo conforto: io ne ho pochi, e mi preparo ad averne anche meno, ad aver questo solo. Quale sia stata, quale sia la mia vita lei l'ha intesa anche se non ho parlato che stasera. Il sollievo, il ristoro di questi ultimi mesi era la sua compagnia. Lei sente, vero, che queste parole non sono semplici frasi?
Gli leva le mani.
Ma io voglio salutarla ancora.
Marino
Non venga. Salutarci domani piuttosto che oggi, che vale, se non ci dobbiamo più rivedere? Se lei fosse per me la donna del capriccio.... o io per lei l'uomo del capriccio, allora! Ma il capriccio lo detestiamo io e lei. Io sono superbo: o tutto o nulla. Lei.... Lei.... la preda di un'ora non può essere e non mi piacerebbe. Bella sì.... quanto bella! Lei è donna, padrona, signora. Ecco: signora. E per questo non l'ho mai voluta chiamare marchesa, che non dice nulla. La signora. La signora di Salduggio, Nostra Signora di Salduggio. Ecco ora sa quello che penso, che sento di lei: donna di salute, non di perdizione.
Ora sono vicinissimi.