Lei ha buona memoria ed è preciso. Mio padre c'era andato per cura. Come fa a ricordarsi?
Marino
Io? Sempre. È così facile! Basta guardare le persone e le cose ogni volta come se si dovessero vedere per l'ultima volta. Nel suo caso, poi, lei disse parole argute, pronunziò giudizi assennati sulla bellezza dei luoghi e sul carattere delle signore colle quali s'era intrattenuta a San Pellegrino. Sentii: non per indiscrezione: lei parlava forte e io non dormivo. Poi disse di Bergamo con accenni gustosi, personalissimi, sulle opere d'arte viste in quella medesima giornata, specie sui Tiepolo della Cappella, che non eran frutto di erudizione mal digerita o risciacquatura di vecchie Guide. Ho studiato anch'io i Tiepolo, ho avuto occasione di vederne molti — tra i pittori moderni lo prediligo — e posso dire che non è facile trovar chi dimostri conoscenza così piena di quell'artista. Specie tra le signore.
Dianora
sorride.
La ringrazio molto. E mi scusi se oggi non l'ho ravvisato.
Marino
Non c'era motivo perchè lei mi dovesse riconoscere, ce n'era più d'uno perchè io riconoscessi lei. Io ero in uniforme, e me ne stavo in silenzio rannicchiato in un angolo. Lei era in piena luce e parlava.
Dianora
E non dicevo spropositi? nè d'arte nè di lingua? Ma come bisogna sorvegliarsi! Anche là dove meno si aspetta c'è un giudice. Ora vado via contenta.... o quasi.