(Ernestina si allontana per la destra. Torelli si mette a accomodare le sue carte. Sgueglia si rimette a scrivere. La scena è quasi vuota e silenziosa).

Federigo

(a Sgueglia)

'On Diodà, mantenetevi forte.

Sgueglia

Ve ne andate?

Federigo

Aggio che fa. V'auguro che tutto riesca bene.

Sgueglia

Eh, caro 'on Federigo! Stammo mmano a Dio. Buone cose anche a voi.