D’un subito il cocchiere le si appressò, l’afferrò pel braccio e le fece:

—Com’è vero Dio, stasera prendo un guaio per voi! Chi vi conosce? E avete scelto la vettura mia e me per correre appresso al vostro uomo? Ma lo sapete voi che due lire non mi bastano neppure per l’avena al cavallo, e me l’avete ammazzato!

Ella mormorava:

—Perdonatemi... perdonatemi...

—Così fate, voialtre!—urlò Rocco—Così ingannate la gente, razza di bagasce!...

All’improvviso le piantò sulla spalla la mano larga e pesante, e si chinò sopra di lei che s’era gettata addietro sui cuscini.

—Almeno...—sogghignò—Ch’io vi veda in faccia, carina! Come siete in faccia?... Bella... brutta...? Vediamo un poco...

Ma si ritrasse, spaventato. Ella era diaccia: un sudore gelido le veniva giù pel volto e le bagnava pur le mani, che tremavano convulsamente.

Longo, sbalordito, la scosse:

—Signorina... signorina!... Che avete?... Non v’impaurite... Non vi voglio far niente...