—A casa dove?

—Come dove? A Napoli. A casa mia.

—Dove abiti?

—A Forcella.

—Sempre solo?

—Sempre solo.

Vi fu un silenzio. Avevo allungato il braccio e spiegata la mano sulla tavola. Cataldo stese la sua lentamente e la posò sulla mia. Ci guardammo. Egli mormorò:

—Povero Vittorio!...

E perchè?

Che volete, il vino mi diventò triste, all’improvviso...