—Avete visto? Avete visto?—e soggiunse, entusiasmato—Bellissimo!
Stupendo! Suor Carmelina ha succiato il veleno!…
La piccola suora era diventata grande. Era accorsa al grido del piccino, lo aveva trovato piangente, gli aveva chiesto che fosse successo. Il piccino le rispose:
—Mi ha morso il cane….
Subito dopo si sentì gridare:
—Badate! Badate! Il cane è idrofobo!
Il giardiniere gli aveva spaccato il cranio con un colpo di bastone. Ma il povero ragazzo mostrava il braccio nudo, sanguinante, e nessuno sapeva trovar modo di soccorrerlo. Allora suor Carmelina, s'avanzò, pallidissima, ma senza il più piccolo tremito. Accostò alla ferita le labbra e succhiò, rigettando il sangue e il veleno, forbendosi le labbra bianche col gran moccichino scuro a quadroni. E allora tutta la sala numero quattro proruppe in un applauso. Il colono di Melito agitava il berrettino…
* * *
Dove sei ora, piccola monaca bianca, Carmela, mistica anemica, figlia della laguna, ove sei? Allo spedale degl'Incurabili una volta, un mio amico chirurgo operò sopra una contadinella. Nel candido seno entrò la lama tagliente del bisturi. La contadinella dormiva, cloroformizzata. Per parecchio tempo ho chiesto al chirurgo mio amico notizie di lei. Era stata una terribile operazione. Ma la contadinella guarì. Dopo un mese uscì dallo spedale e il dottore venne a trovarmi al caffè, per annunziarmelo. Un vero miracolo.
Ma di suor Carmelina io non ho mai osato dimandare. Non so perchè. Se ella…