La donna, che premeva sulla guancia destra una pezzuola la quale s'era tutta arrossata, ne la disgiunse pian piano. Apparve la guancia, sanguinante. Ella strinse i denti, con un brivido, e tornò a chiuder gli occhi.
— Rasoio: — mormorava il medico, reclinato sulla donna — colpo scorrente dalla tempia all'angolo mascellare inferiore. Ferita abbastanza profonda. Aspetta... Anche qui? Anche al braccio?
Gli agenti s'accostarono per guardare.
— Ferita anche al braccio! — esclamò il brigadiere — Ah! Era per questo che mi sentivo scorrere il sangue nella manica quando l'ho afferrata pel braccio! Vuol dire che ha parato un altro colpo, e ha preso anche quello.
— Ah, Signore Iddio! — sospirò la suora.
— Come ti chiami? — chiese il dottore. La donna balbettò:
— Sofia Ercolano.
— Soprannominata la rossa — disse il brigadiere.
— E lo vuoi dire chi è stato?
Attraverso alla pezzuola, che or le nascondeva quasi tutta la faccia, la rossa mormorò: