— Nun è overo! Nun è overo!
Poi quella di don Peppe, come un urlo:
— Me l'ha ditto a me!
Succedette un gran romore, come di seggiole rovesciate. Il calzolaio s'alzò, impensierito. Le vicine erano diventate pallide.
A un tratto risuonò un grido femminile, terribile. L'uscio si spalancò. Venne fuori donna Maria che voleva parlare e non poteva. Agitava le braccia, barcollando. Un fiotto di sangue le spicciava dalla gola ferita; tutto lo scialle se ne inzuppava. Cadde sul lastrico, come uno straccio, e non si mosse più.
Il calzolaio mormorò:
— L'ha ammazzata.
Apparve sulla soglia della bottega don Peppe. Aveva gli occhi pieni di sangue, il labbro inferiore pendeva. Immobile, guardò la vecchia stesa lì presso, si guardò intorno, come smarrito. Nessuno parlava. Il ragazzo di Stella Farina era corso a chiamare la guardia di pubblica sicurezza di piantone all'angolo del vicolo.
La guardia arrivò correndo, con una mano sull'elsa della daga. Per la via gridava:
— Ferma, ferma!