Aff.ma

Andonietta.

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Questa lettera fu sequestrata presso una signora amica dell'Antonietta. Ella doveva spedirla al furiere di linea. Come non gliela spedì? Era scritta col lapis. Niente di più umano, di più anima, di più cuore di questa lettera d'una quasi analfabeta.

Ma certo il signor Potito, se l'avesse ricevuta, ne avrebbe riso coi compagni, per gli errori di grammatica. Un furiere è istruito.

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Ier l'altro la Canserano si precipitò dalla terrazza.

Oggi doveva arrivare Vincenzino il marinaio....

Le bevitrici di sangue

Dalle sette e mezzo della mattina fino alle dieci la carneficina delle vacche, al macello di Poggioreale, si compie tra uno strano affollamento di bevitrici di sangue, dura tra i desiderii sanguinosi delle anemiche, delle clorotiche, delle povere fanciulle sbiancate in faccia come la cera. Esse accostano alle pallide labbra il bicchiere colmo di quello spumante vin delle vene e bevono d'un fiato, socchiusi gli occhi, la mano che leggermente trema. Intorno seguita la strage, tra un continuo romore di battiture, di tonfi sordi, di catene che si sciolgono, d'argani che rizzano i cadaveri ancor palpitanti delle povere bestie. Dopo bevuto il caldo sangue spicciato dalle carotidi incise, si passa in una stanzaccia nuda e sporca, e lì si sciacquano le coraggiose bocche femminili e le mani insanguinate. A parte il bene che può fare questo rimedio novello, lo spettacolo è orribile.