— Sta bene; vuol dire che un bel giorno ripasso e vi disegno....
— Quando?
— Al più presto possibile, bella bionda.
— Io non mi chiamo bella bionda. Mi chiamo Fortunata. Volete passare lunedì?
— Passerò lunedì.
Al lunedì, di buon'ora, mi trovai al vicolo Giganti. Fortunata, ritta sulla soglia di casa sua, lavorava all'uncinetto, sorridendo. Mi aveva visto da lontano.
— Dunque? Siamo pronti?
— Entrate.
La seguii in una piccola stanza, dal pavimento tutto sconnesso e sporco. Attorno appesi ai muri, immagini di santi, olivo benedetto, nasse di pescatori, corbelli di paglia, piccole bombole pe' polipi. Una tavola, un lettuccio, due o tre seggiole zoppicanti.
— Sentite, — disse lei, appoggiandosi col dosso alla tavola e giuocando col gomitolo, — io vi volevo chiedere un favore....