Giusto ebbe voglia di scatenare parole rabbiose come mastini, ma seppe trattenerle e non se ne lasciò scappare nemmeno una.

—Sto pensando alla mia Madonna dei sette dolori.

—Ti annoio cianciando? domandò Gerolamo; e Giusto rispose di sì, che voleva essere lasciato solo, perchè l'ispirazione non piglia legge da nessuno… come Gerolamo sapeva benissimo.

Gerolamo fu schietto anche lui, e confessò che d'arte non sapeva nulla di niente; ma in ogni modo se ne andava, non avendo più bisogno di suo cugino. Nina era a tiro, e toccava a lui allungare la mano per pigliarla….

—A rivederci dunque.

—A rivederci.

Tutto il resto di quel giorno Giusto pensò alla Madonna dei sette dolori, a quella veduta in un'ora sola, ma vi pensò solo per scrupolo di coscienza.

—Bisogna salvarla a ogni costo, disse a voce alta.

E la notte sognò che egli era stato impotente contro la cretineria di Gerolamo; il monello di Pavia aveva contentato la sua fregola di conoscere come sia fatto l'amore delle zoppine e la sua Madonnina addolorata aveva otto spade piantate nel seno.

IX.