Eravamo soli; nessuno ci poteva tradire, e provai anch'io a fare il commediante, sedendogli di rimpetto, stando impettito quanto lui, e costringendolo a strapparmi le parole ad una ad una come monete d'oro. In quel gioco il vecchio si impazientì prima di me; vedendo che non trovava il verso di farmi uscire dalla mia trincea nel campo aperto delle chiacchiere, dove egli si sapeva il più forte, vedendo che se lui taceva, tacevo io pure contro le regole della buona conversazione, che le sue domande di quattro parole ottenevano risposte d'una parola sola, vedendo tutto ciò, si decise finalmente a dirmi:

— Caro signor Ferdinando, io ho l'occhio buono, e vedo che lei ha qualche inquietudine che mi nasconde; non è capitato nulla di male?

— Nulla.... — dissi trionfante, — al contrario, legga. —

E di botto, senza altro, gli consegnai le due lettere.

Le prese egli e le lesse con ordine, guardando prima l'indirizzo di ciascuna; io non gli staccavo gli occhi di dosso, ed egli leggeva sempre, muovendo le labbra, accomodandosi meglio in faccia alla luce, quando trovava qualche intoppo....

— Che cosa le pare?

— È singolare.

— Già, è singolare. —

Un istante dopo il signor Bini incominciò le interrogazioni.

«Avevo risposto? Non avevo risposto? Che volevo fare? Valente sapeva?...»