LXI.

"Non era vero che io fossi forte; il pensiero che Clelia avrebbe potato mancarmi mi traeva fuor di me stesso. Rientrando, la incontrai seduta sul letto, cogli occhi fissi sulle lenzuola. Mi accostai tremante.

--Che hai?

--Ho tutto udito, mi rispose melanconicamente. Non negarlo; vi ho seguiti io stessa; ho voluto io stessa apprendere la mia sorte.

Quelle parole mi turbarono; che avrei io potuto dirle? le feci rimprovero d'essersi levata di letto e d'averci seguito malgrado la sua debolezza.

--Mi sono coperta d'uno scialle--e mi sono appoggiata ai mobili--e d'altra parte che potrei io perdere? non devo forse morire?

--Non dirlo, in nome di Dio. Il medico non ha detto ciò.

--L'ha pensato; e poi lo sento, mi rimane assai poco, assai poco.

Piangeva.

Io non ebbi forza di riconfortarla; la strinsi al cuore.