--Tu lo vedrai dunque?

--Nol voglio. Io posso perdonargli, amarlo non mai; e mi pare che il vederlo mi toglierebbe anche la virtù del perdono.

--Egli non ti ha offeso.

--Qui, nel cuore... ribattè senza amarezza; il sasso che ci fa inciampare per via non è la causa della nostra caduta; è soltanto l'occasione cieca, inconscia, fatale. Tuttavia nissuno saprebbe amare quel sasso.

E proseguì dopo breve meditazione.

--Io posso essere ancora tranquillo se non felice; posso vivere della memoria di lei, illudere il mio povero cuore e fargli credere d'aver posseduto solo tutto il suo amore; posso dimenticare che un altro.... Vedendo lui, rivedrei il passato, che io vorrei pure obliare per foggiarmene uno a mio modo; subirei le torture di memorie strazianti. E non sarei più solo...

S'interruppe.

--Che intendi?

--Non sarei più solo a piangere sulla sua tomba, ad evocare in segreto il suo fantasma adorato. Egli mi contenderebbe l'unico bene che rimane agli sventurati, la vita del pensiero, la religione delle memorie--dimezzerebbe un'altra volta il mio amore, questa pallida larva d'amore che mi rimane dacchè ella è morta. Egli vorrebbe la sua parte di queste melanconiche gioje che mi inebbriano. È una triste cosa l'amore degli estinti, ma è tutto per me--e mi vorrebbe togliere anche questo.

--Credi tu dunque che Eugenio abbia amato Clelia?