--Ti aspetto, gridò egli seguendomi.

Mi rivolsi, il mio sguardo gli diceva la pietà.

LXX.

Due ore dopo io rientrava nelle camere di Raimondo.

Lo incontrai abbandonato sopra un seggiolone a bracciuoli, cogli occhi fissi sul suolo, e colle braccia incrociate.

Al vedermi, si rizzò in piedi e mi venne incontro.

--Solo? domandò ansioso.

--Eugenio è arrivato, gli risposi.

Raimondo fu sorpreso della apparente freddezza delle mie parole--e passeggiò agitato per la camera arrestandosi tratto tratto a me dinanzi come volesse interrogarmi e l'animo non gli bastasse.

--Non ti ha detto nulla? domandò qualche istante dopo con titubanza.