Come Raimondo fu venuto a questa conclusione, non andò molto che prese il suo partito. S'egli era stato debole e pauroso con una donna, altrettanto sapeva essere franco con un uomo; però colto un momento in cui il vecchio generale si lisciava in un cantuccio della sala i lunghi mustacchi, gli si accostò risoluto e lo salutò.

Il generale s'inchinò, e continuò a lisciarsi i mustacchi; ma Raimondo tenne duro, e gli domandò notizie della sua salute. Il generale stava benissimo, e continuava a lisciarsi i mustacchi; ma quando s'accorse che il suo interlocutore non aveva in animo di lasciarlo in pace alle sue fantasie, gli domandò tra il sorriso e il cipiglio:

--Il signore mi conosce?

--Ho questa fortuna. Ella è il generale R. Mi fu presentato dalla contessa ed io non l'ho più dimenticato.

--Troppo onore.

--Io sono Raimondo X.

--Ne ho piacere.

--Ella è anche, se non erro, il tutore, o lo zio, o il padre della signorina Clelia?

--Precisamente.

--E la signorina Clelia è ella incomodata?