"Non deridete il mio orgoglio. Io ho fatto di tutto per vincere me stesso, per soffocare una passione senza speranza.
"So di non essere avvenente, di non potermi appigliare a nulla per accarezzare l'ambizioso sogno d'essere amato da voi.
"E so pure che l'anima vostra è bella, che il vostro corpo è leggiadro, che l'abisso dei vostri occhi è profondo.
"Tuttavia io vi amo.
"Ho scongiurato con ogni mezzo questa sciagura; ho pianto ed imprecato; ma il mio culto s'è ingrandito ogni giorno nel mio seno, e la stessa lontananza volontariamente impostami, ha ravvivato nel mio pensiero la vostra immagine.
"Una volta posto il piede nell'abisso, vi si è attirati da un fascino misterioso. Ah! voi non sapete quanto l'abisso dei vostri occhi è profondo.
"La mia colpa adunque, se pure io ne ebbi mai una, è quella di avervi veduta-- ma anche il non vedervi non era in mie mani.
"Vedervi e non amarvi--guardare il sole e non esserne illuminati.--Impossibile, impossibile.
"Che potrebbe egli fare un uomo? Distoglierne le pupille.... tant'è: il calore che gli sferzerebbe la fronte risusciterebbe nelle sue tenebre la luce.
"Così io potrei rinunziare a voi, e non vedervi, e non parlarvi; ma non potrei rinunziare alla memoria di voi; non potrei rinunziare al mio amore, a questo amore che è cosa mia, perchè io l'ho nutrito nel mio seno e mi dà vita.