«Del signor van Leven buon'anima, della vedova van Leven, e di me, Riccardo... A meraviglia. È vero, io ho della simpatia per Camilla...»

«Dell'amore...»

«È tutt'uno; ho avuto dell'amore....»

«E non ne hai forse più?»

«Ne ho, ne ho.... non lo nego, ma infine ciò non ha nulla a fare....»

«Ci ha a fare moltissimo.»

«Non ha nulla a fare... dico... chi mi assicura di poter amare Camilla eternamente!»

«Dubiti del tuo amore? non ami.»

«Amo e dubito. Non si vive già al mondo come mummie, e vi si impara qualche cosa... È la storia d'ogni giorno, d'ogni passione. E poi è d'altro che si tratta; si tratta di matrimonio.... Questa è la nave sdrucita! e dove andrà mai a parare? Uno scoglio, una corrente, un basso fondo, un uragano, tutto è finito, i profondi gorghi dell'oceano seppelliranno o tardi o tosto lo sconsigliato equipaggio....»

Ciò era sconfortante, ma Riccardo lo diceva a confortarsene, «Le cose accadono così per tutti — e per me.» Involgere altrui nella nostra miseria è sempre inganno fortunato che ci fa parere danno minore ciò che in realtà è maggior danno. Generalizzare è pure talvolta scemare. «Non siamo noi; è l'umanità — e l'umanità non l'abbiamo fatta noi.»