Quindi innanzi Camilla non doveva essere per Riccardo altro che una donna di spirito, donna amabilissima, donna leggiadrissima, ma nulla più che una donna.
Bice invece era l'angelo. Questo sentimento soave gli balzava dal cuore irresistibilmente, brillava nei suoi sguardi e volava incontro alla sua fanciulla, la quale sa ne avvedeva.
Anch'essa dunque, la buona creatura, è felice; non di meno vuol vendicarsi di fratel Biagio e gli tiene il broncio.
XVII. Il socio di van Leven.
— Che ve ne pare, signor Pool? — domanda Camilla.
Si era visto da lungi il fumo del battello a vapore, e si era venuti a parlare di viaggi di mare, e poi di burrasche; ora si vuol sapere dal signor Pool, che ha molto viaggiato, la propria opinione sulla preferenza da darsi in caso di burrasca ai vapori a ruote anzi che a quelli a elice.
Il degno socio di fratel Biagio rialza il capo, e con la spartana concisione che non gli viene mai meno, non dice che una parola:
— A elice.
— A elice? — ribattè Camilla; — si dondola maledettamente.
— Si va più presto.