Desiderio, rizzandosi innanzi all’amico suo, crollava il capo, ma non diceva nulla, altro che la pietà.

— Pensavo che bisogna darle marito... ecco ciò che Bach mi ha detto poc’anzi.

— E a me pure Bach ha detto una parola che accomoderà forse ogni cosa, se gli diamo retta.

Il Coppa si alzò in piedi di scatto.

— Dimmela...

— Tu vuoi bene a Bambina (e il vecchio si voltò per assicurarsi che la loro figliuola dormisse veramente), le vuoi molto bene, come le voglio io, ma un po’ più di me; hai bisogno di essere al suo fianco per amarla; non è vero?

Il Coppa non fece cenno di sì; aspettava il resto.

— Di goderti la sua chiacchierina gentile, le sue carezze, di guardare la sua bellezza buona... non è vero? e tutto questo per egoismo, s’intende; ma anche di proteggerla, di avere diritto in faccia al mondo di vantarla tua, di poterle dare il tuo nome... —

— Dunque, interruppe il Coppa, dunque sposala; non è questo che mi vuoi dire?

Desiderio rimase un po’ sbigottito dalla interruzione e dall’accento tremante con cui era fatta, non rispose subito. L’altro proseguì: