— Mi chiamo Sofia, e ti voglio tanto bene.
Bianca rispose tranquillamente che anch’essa glie ne voleva tanto.
Mattia, continuando l’esame incominciato, disse:
— Ora parla, dimmi qualche cosa.
— Che cosa ti devo dire?
— Parlami del paese dove sei stata, parla di quello che facevi in teatro.
Bianca obbedì; e parlò di mammina bella, del teatro in cui essa aveva fatto tante parti, quando stava bene. Era una cosa tanto bella! Ma poi si era ammalata ad una gamba, e non aveva più potuto perchè era rimasta zoppina. Non se n’era accorto Mattia? Ma sicuro! egli non ci vedeva! Ma Sofia sì, se n’era accorta; ad una scarpina portava i tacchi alti alti, per non zoppicare, ma tanto zoppicava ancora... Dunque quando era sana aveva fatto tante parti, e la gente le diceva brava, e una volta perfino le avevano regalato dei dolci e una bambola grande grande...
— Che cosa altro vuoi sapere? Ti ho detto tutto... Ah! di mammina bella...
E Bianca parlò di mammina bella, senza titubanza; disse che non la sgridava mai, ma che aveva tante cose da fare, imparare la parte, e poi fare la prova, e poi recitare... da un po’ di tempo era di malumore, forse perchè aveva la tosse.
— Non sei tu che hai la tosse?