Silvio lo vide e si sentì serrare il cuore.
Non v'era più dubbio; l'arrivo del marito poneva in fuga l'amante. Che cosa dunque era avvenuto? A quel pensiero si sentì mordere il seno dal rimorso...
Tuttavia l'andatura di quell'uomo era calma ed indolente.
Silvio guardò ancora una volta alle finestre di Carlotta. Vide i vasi dei ciclamini, e contemplò con occhio umido di pianto le poche foglie di giacinto che gli rimanevano.
Una lagrima spuntò a forza sul suo ciglio; egli la deterse dispettoso, ma il suo cuore sanguinava.
Come fu solo, pose dinanzi a sè quelle foglie di giacinto, le sole reliquie del suo amore.
Egli era solo, nessuno poteva vedere le sue lagrime, e pianse.
XV.
Quella notte Silvio non dormì; l'immagine di Carlotta gli era sempre in mente, pallida, muta, inesorabile come fantasma.
Balzò più volte di letto, e passeggiò a gran passi per la camera; ma inutilmente; quel pensiero importuno lo seguiva dovunque.