— In cerca d'impressioni.

— Ne incontrerete molte, non avrete che a raccogliere.

E qui il signor Verni assicurava Silvio che egli lo avrebbe accompagnalo volontieri in quel viaggio se non avesse avuto la moglie.

— Peccato — disse Silvio.

— Ch'io abbia moglie?

— Che non possiate accompagnarmi.

Il signor Verni era imperturbabile; interrogava e rispondeva con una serenità che faceva rovinare ad ogni tratto gli edifizii della mente di Silvio.

— Non vi è dubbio, è avvenuto qualche cosa, pensava quest'ultimo, parendogli d'aver colto al volo una contrazione amara delle labbra, o un corrugare di sopracciglia, indizii poco lusinghieri sulla faccia d'un marito. Ma il signor Verni sorrideva con tanta bonomia, che era assolutamente impossibile durare in quel pensiero.

— Non è avvenuto nulla, concludeva Silvio. E così da capo più d'una volta.

Dopo aver parlato di viaggi d'ogni specie, e aver passato in rassegna i costumi spagnuoli, incominciando dalla Donna e dal Caballero fino ai guitarreros e ai suonatori di mandolino, il signor Verni, che era mostruosamente erudito, trasportò Silvio sulle vette della Sierra Nevada, e naturalizzò con lui, indicandogli la vegetazione sottostante, e cento altre cose così belle, che se Silvio non avesse avuto in animo d'andare in Spagna, se ne sarebbe sentito struggere di voglia; e a starsene in Italia più oltre, si sarebbe ammalato di nostalgia. Ed io giuro che mai marito fu più eloquente e più fortunato nello sbarazzarsi d'un pericolo pella castità del suo talamo.