Sapete voi perchè io vi scrivo? Vorrei pur dirlo a me stesso, ma è inutile; meglio è tacerne.

Ad ogni modo, poi che non mi è dato di sapere notizie della mia gentile castellana, non troverete biasimevole che io vi rammenti l'antica amicizia che mi lega alla vostra casa, per testimoniarvi con questo pretesto la mia gratitudine e la mia stima. Aggiungerei il mio amore.... ma non so in qual modo vorreste accogliere questa mia dichiarazione. Nella peggiore delle ipotesi, fate conto che io vi scriva durante il delirio della febbre, e perdonatemi; nulla al mondo mi dorrebbe tanto, quanto il vedere le mie intenzioni interpretate sinistramente. Io sarei assai disgraziato se volendo ispirarvi un po'.... di compassione, non riuscissi che a suscitare il vostro sdegno.

Quell'ottimo signor W** che voi avete inviato al mio letto, e che si è occupato religiosamente della mia spalla e della mia ferita al capo, assicura che fra due o tre giorni sarò completamente ristabilito. Quando egli mi ha dato questa notizia consolante, ho pensato che sarei sempre stato in tempo di buttarmi un'altra volta sotto il vostro pergolato. Più tardi ho rinsavito.

Vi prometto che non spezzerò più le aste del vostro pergolato, e non esporrò la vostra pietà ad un rifiuto.»

Silvio volle scrivere di più, ma il freddo era così intenso, ed egli così poco riparato, che una sensazione penosa lo interruppe sul più bello. Volle provare a farsi forza, ma la mano agitata da strani brividi si ribellò a quell'uffizio. Allora abbandonò la sedia e si accostò tremante di freddo al suo letto....

Al mattino successivo ebbe la febbre; questa volta, se si vuol credere al signor W** medico e chirurgo di Gossau, non era più la febbre dell'amore.

XXXII.

Giovanni venne a dire a Silvio che la pozione ordinatagli dal medico era pronta; e siccome Silvio insisteva dello sguardo, soggiunse che «il messaggio era compiuto», ciò che voleva dire che il capolavoro epistolare di Silvio era pervenuto nelle mani di Carlotta. Silvio continuava ad insistere nello stesso linguaggio, ma Giovanni questa volta si strinse nelle spalle e non rispose per la buona ragione che non comprendeva la dimanda.

— Che cosa ha detto? s'arrischiò a balbettare l'ammalato.

Carlotta non aveva detto nulla.