L'oscuro sogno medita; ispirato
Alfin si crede. «Ah! non v'ha dubbio, è Roma
Quella grande città: col pio vïaggio
Te, Denigi, da tue fiamme, e da morte
La cara donna liberar degg'io»—
Dice, e ad un tempo a ciò s'astringe in voto.
Esultate, o colline! ad abbellirvi
Torna col redivivo occhio Rosilde.
Di festive ghirlande olezzan tutte
Del castello le sale: echeggian l'arpe;