«Ahi, che feci, Eloisa? Ove trascorse

L'incauto labbro! Oh, un infelice obblia

Che ardì il tuo sdegno provocar! L'insania

Onde vittima gemo, ancor la voce

Del dover mio non soffocava appieno.

Che insano fui—non vil—tel dirà il pronto

Mio abbandonar questo adorato albergo

Onde più mai non rivederti. Un alto

Delitto le contrade itale afflisse

E vendetta domanda: io la grand'ombra