Pugnar, morirò al fianco mio. Ma invano

Sperai che gara in petti altri e gentile

Pudor si ridestasse. Il soverchiante

Numero mi sconfigge: Ugo e Rasperto

Al suoi adeguan le mie rocche, e a stento—

Ramingo, insidiato, egro—l'afflitta

Testa posar m'è in questi monti dato.»

«Signor, tu il sai, soccombe il retto, e vana

Però non è la sua caduta: è crollo

Che desta le sopite alme e del retto