«So, generoso Adello,

Che in sue nuove tempeste Ugo invocava

Il braccio tuo; so che anelò Vinegia

Di ritorti ad Amalfi, e che in ciascuna

Itala signoria ferve la brama

Di possederti a suo campion: ma esporti

Di fortuna a' capricci, ah no, non posso!

Sol crederei, se in mia balìa fosse indi

Il tuo pronto riscatto: oh, ma ti dissi

La mia piena miseria!»