Dalle corvine chiome e dalla svelta,

Maestosa statura:—O sposo amato,

Perdona, prego, al mio pensier; non colpa

Fu in te forse d'orgoglio! Hai tu alcun passo

Nobilmente tentato al benedetto

Dagli Angioli e da Dio pacificarvi?

—Di nostre nozze intera anco non volge

La luna, o mia diletta, e mal conosci

Del tuo Camillo il cor. Non di rossore

Perciò si tinga il tuo bel volto, o donna: