E con cui studïando i tuoi portenti

Traggo esultanza, e di capirti ho spene:

Così caldo sentir più non diventi

Esca giammai di vanità terrene:

Mie passïoni in guisa tal governa,

Che lode sièno a tua saggezza eterna.

Sempre le temo, e sempre sento ancora

Che in amar altre cose io troppo m'amo:

Cieca errò mia bollente alma sinora,

E presa fu di sua superbia all'amo.