Triperuno. Io per confonderlo piú, come la materia istessa richiede, volsivi ancora la prosa latina in aiuto de lo argomento porre.
Limerno. Lasciamo in disparte lo stile tuo, o sia pedantesco o triviale; ma peggio è, che sono quelli versi mordaci de la fama di tale che leggermente potrebbeti offendere. Tu non conosci ancora, buono uomo, la rabbia d'una adirata ed orgogliosa donna, la quale tengasi da qualcuno oltraggiata e sprezzata.
Triperuno. Qual bene o male posso io sperare o temere da questa larva o volsi dire Laura?
Limerno. Voglia pur Iddio che tu non ne faccia veruna isperienza!
Triperuno. In qual modo un sacco di carcami, una cloaca di fango, una stomacosa meretrice del dio Sterquilinio è per vendicarse di me?
Limerno. Con mille modi, non che uno.
Triperuno. Come?
Limerno. È peritissima vindicatrice.
Triperuno. Qual sí terribile ruffiano d'una trita bagascia prenderia giammai la difesa?
Limerno. Non vi mancano gli affamati al mondo. Ma sei male, Triperuno, su la via di conoscere, in cui posciati ella danneggiare.