Ma il mio errore emendai giá negli Studi folenghiani: ed ora alla redazione serbataci da Vigaso Cocaio restituisco tutta l'autoritá che le spetta, ponendo la Varisco 1552 a base di questa ristampa delle Maccheronee.
Dalle varianti della Cipadense, che ho costipato nell'Appendice II, scaturisce evidente che solo il Folengo, attardandosi con industre pazienza, sino agli ultimi istanti della vita, su questa creazione prediletta della sua fantasia, poteva avervi apportato cosí profonde, organiche, conseguenti e quasi sempre felicissime modificazioni.
Il processo evolutivo dell'arte sua si mantiene sempre costante. Dalla forma latina corretta passa invariabilmente a giri di frase piú maccheronici, per accrescer la prevalenza degli elementi volgari e dialettali: dagli espedienti buffoneschi, talvolta addirittura meccanici e grossolani, assorge a forme d'arte piú cosciente e riflessa, mirando ad ottenere la comicità con la riproduzione piú esatta del reale, con lo studio piú meditato de' caratteri, con lo svolgimento piú ampio degli episodi. Come ha scritto il Thuasne (p. 172): «Il est certain que la forme un peu sèche et aride de la rédaction de la Toscolana fait place dans la Cipadense et dans l'édition de Vigaso Cocaio à une richesse vraiment extraordinaire, quelquefois même prolixe, de descriptions réalistes, qui excellent dans les détails intimes et vécus et dans l'observation exacte et toujours spirituelle des mille incidents de la vie; le tout exprimé dans une langue vivante et colorée, où le vers est d'une facture supérieure à celle des anciennes rédactions».
Questo maggior valore estetico s'appalesa, nelle stampe di Vigaso Cocaio, giá subito nella Zanitonella, rimodellata da mano maestra. La Zanitonella nella Cipadense era stata un po' trascurata dal Folengo. Non pago di accodarla al Baldus, ne aveva addirittura sacrificata l'ultima parte, sopprimendo come estranee al quadro ristretto degli amori di Tonello e Zanina le due egloghe VI e VII della Toscolana. Ma nella stampa di Vigaso Cocaio le due egloghe falcidiate ricompaiono, e con modificazioni «rilevantissime», come ha notato giustamente il Cotronei nel Giorn. st. d. lett. it., XXXVI, 295. Chi mai se non il Folengo avrebbe potuto non solo rifarle da capo a fondo con cosí pittoresca rappresentazione de' costumi rusticani, ma dar loro quell'intimo legame che le rannoda saldamente al resto della Zanitonella? (cfr. l'Appendice III).
Un altro esempio di innovazione artistica squisita abbiamo nell'episodio di Tognazzo, beffato atrocemente da Cingar e Berta. Il vecchio pazzo, nel ricordare l'estinta consorte, si abbandona anche nella Cipadense ad un elogio grottesco, che richiama le lodi del Berni alla sua donna:
Chiome d'argento fine, irte e attorte.
La parodia è troppo sbardellata per produrre altro effetto che quello d'una sghignazzata grossolana: meglio avvisato, il Folengo pone in bocca a Tognazzo encomi appropriati, che riescono molto più comici per la serietá con cui li pronuncia il solenne console di Cipada (vv. 527-44 del libro VI).
I ritocchi fatti dal Folengo all'eloquente arringa di Berta in difesa del bistrattato bel sesso (libro VI, vv. 435-526) dimostrano egualmente il piú fine magistero d'arte: e generalmente la sua mano fu sempre ben guidata sia nell'aggiungere qualche tratto alla caratteristica dei personaggi, sia nel variare gl'ingredienti di quel suo realismo «rapido, nutrito di fatti, sobrio di colori», sia nel rendere la dizione piú scorrevole e incisiva, piú facilmente intelligibile a tutti.
È invero degno di nota che mentre il Folengo volgarizza e maccheronizza (sit venia verbo) di piú l'espressione, evita però nell'ultima redazione, in confronto della Cipadense, certe locuzioni troppo strettamente dialettali, che anche la comune de' lettori italiani del suo tempo non avrebbe potuto comprendere senza le note marginali della Toscolana o senza un apposito lessico.
Quali son dunque le modificazioni della Vigaso Cocaio da lamentare ne' rispetti dell'arte?—Francamente, non ve ne sono che di trascurabili, data la vastitá del rifacimento, o di pienamente giustificate.