La guardia civica, portato dell'epoca, rispondeva all'eco lontana della rivoluzione francese: parea in essa rivivesse l'antico comune italiano uso a sorgere in armi, coronando di guerrieri gli spalti cittadini, al primo apparire dell'oste nemica.

Cosicchè gli statuti la reclamarono come il palladio delle libertà cittadine, come un contrapposto delle truppe stanziali che, devote al principe, poco affidavano in caso di meditati conflitti.

Ma il medio evo era passato, l'assetto abituale dei popoli non era più la guerra, nè l'odio perenne pel vicino. Le battaglie non erano più lotte fra città e città, ma fra nazione e nazione, ed una milizia legata al patrio focolare, usa alle lusinghe cittadine, non poteva essere truppa da grossa guerra.

Ne di ciò fu tardo ad avvedersi il popolo, che nelle satire lepide e pungenti, nelle umoristiche illustrazioni dell'epoca, lasciò traccia del suo pensiero e della sua limitata fiducia nella guardia civica: gli stessi poeti ne trassero argomento di facezie rimate.

Vi furono episodi onorevolissimi e pugne nelle quali la Civica lasciò bella fama, ma nel complesso mancò la proporzione tra l'enorme suo sviluppo ed 1 risultati che se ne ottennero, e sarebbe stato ottimo provvedimento concentrare le armi ed il denaro, per essa prodigato, nelle schiere realmente combattenti e di prima linea.

VIII.
I VOLONTARI.

Il volontariato personifica il movimento civico-guerresco del 48-49.

In esso si rispecchiano tutte le idee dell'epoca, tutta la poesia popolare: in esso si concentrano ed armonizzano le più disparate esigenze. Si giunge così ad una istituzione militare, che risponde perfettamente al novo ambiente politico, ma che è manchevole di quelle doti che formano il soldato delle battaglie formali e di pianura. Se si fossero fuse le schiere volontarie colle regolari, sarebbesi ottenuto quanto occorreva nel '48.

Il volontario di quel tempo ha una fiducia illimitata nella bontà della propria causa, nella potenza de' suoi mezzi, ne' suoi principi infallibili, ed ai quali non intende minimamente di rinunziare.

E poichè le masse uniformemente pensanti si fanno colle oneste transazioni e non col puntiglio; poichè la desiderata fusione non potevasi ottenere, invece di una sola schiera compatta si hanno le legioni, i corpi franchi, le guerriglie, le crociate, le compagnie, le colonne mobili, distinte per nomi, per tendenze politiche e religiose, per regioni, per studi, per armi. Si vuole persino che la foggia del vestire appalesi il movente di chi l'adotta: i repubblicani, i federali, hanno cappelli a larghe falde, e pellegrine a pieghe esuberanti; i più temperati imitano le uniformi delle truppe regolari, i neo-guelfi hanno per segno esteriore la croce.