—Sì, signore; il maestro Polli è venuto a cercare la signora Rigotti per un affare di premura; e tornerà.

—Ho capito.

—Tornerà appena abbia libere un altro paio di ore; dica che il maestro Polli ha in queste vacanze da lavorare per dieci.

—Ho capito.

—Nè ha potuto fino adesso trovare il tempo di dare una scappatina.

—Ho capito.

—La signora Rigotti sa dove abito. Abito in giù, presso le valli, lontano tredici buoni chilometri. L'aria però non vi è malsana, perchè vi ha terra coltivata all'intorno, e la mia casa è asciutta.

—Ho capito, ripetè Tonino per la quarta volta.

—Dica che tornerò. Oh si figuri! dopo la disgrazia… mi vengono i brividi! non so pensarvi,—alzò le mani e gli occhi al cielo.—Se poi la signora Rigotti volesse sapere il perchè non l'ho aspettata, risponda ella, caro signorino, queste parole: Il maestro Polli venne in città con l'affittuario, ma temeva di perder la corsa, poichè l'aspettavano a casa i figliuoli di un benestante, ai quali dà lezione alle cinque pomeridiane precise. Si ricorderà tutto questo?

—Spero di sì, rispose Tonino un tantino imbrogliato.