[183]. Gino Capponi, Storia della Repubblica di Firenze. Firenze, Barbèra, 1876. Il prof. Del Lungo (Op. cit., vol. I, pagg. 971 e segg.) fa alcune eccezioni a questo giudizio del Capponi, e nella sua prefazione alla edizione scolastica scrive queste parole che pure mi sembrano meritevoli di nota: «Il libro di Dino non è una cronica, nel senso in che questa forma di narrazione si distingue dalla storia propriamente detta.... Del resto la Cronica del Compagni è proprio la storia d'un fatto determinato e speciale, cioè la Divisione di Parte Guelfa in Firenze tra Bianchi e Neri; storia nella quale spiccano, in modo rilevantissimo, gli antecedenti il mezzo e la conclusione; e dove inoltre la partecipazione dell'Autore in non piccola parte de' fatti che narra, dà alle sue pagine.... alcuno dei caratteri del Commentario.»

[184]. «Like our own Gibbon musing upon the steps of Ara Coeli, within sight of the Capitol, and within hearing of the monks at prayer, he felt the genius loci stir him with a mixture of astonishment and pathos.» J. A. Symonds, Renaissance in Italy.

[185]. G. Villani, VIII, 36.

Nota del Trascrittore

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