[1] Carlo I di Spagna, V di Germania.
Passarono i giorni, rapidamente; il castello va incontro alla sua ultimazione; i grandi carri portano un ricco mobiglio ad ammirare il quale si affollano i curiosi, e poi il castellano vi conduce la moglie, i figli e grande quantità di invitati, di amici; si fanno grandi feste, e le allegre brigate girano per il paese, battono le campagne, allestiscono grandi cacce, e, nell'inseguimento della lepre o della volpe, attraversano a spron battuto il seminato, senza fare alcun conto delle proteste dei contadini, i quali si vedono privati del frutto di lungo lavoro, vedono rovinati i loro campi e messo in forse il raccolto.
Tonio, il padrone di una campagna vicina, si era opposto ad un gruppo di cacciatori, i quali ne attraversavano, a spron battuto, il seminato; aveva gridato loro di cessare e di non rovinare le sue terre, ma uno di loro, per tutta risposta, aveva fatto fuoco sopra del poveretto e lo aveva ferito gravemente.
Tutta la borgata era sossopra. Tutti maledicevano il signorotto, i suoi amici, i suoi ospiti, agitavano minacciosi i pugni nella direzione del castello, invocavano i fulmini del cielo sopra i brutali, ma tutto si limitava a questo.
Il barbiere del villaggio aveva fasciato Tonio e dichiarato la ferita gravissima. La povera moglie del ferito ed i figliuoletti piangevano desolati.
Egli era stato a vedere di Tonio, aveva confortato l'amico ed avuto parole roventi per il signorotto.
—Ed a dire che non possiamo fare nulla, che siamo assolutamente impotenti di fronte a lui!—esclama adiratissimo, e ritorna a casa, con questa rabbia impotente nel cuore.
Per via s'imbatte in una figura lunga, straordinariamente magra: dal dorso ricurvo, coperta di un abito nero, logorato dall'uso. Il volto dell'uomo è straordinariamente pallido, ed il suo pallore armonizza col candore dei mustacchi e del pizzo. Quel vecchio ha una faccia così dolce; un volto così paterno. Eppure egli sente in quell'istante avversione di lui. Quante volte non ha egli insegnato di ubbidire all'autorità. Era per colpa sua se nessuno si rivoltava nel villaggio.
—Che ne dice don Protasio, della ferita, del povero Tonio?—gli domanda.
—Un avvenimento dolorosissimo.