Non potè continuare.
Aveva fatto da ragazzo il proponimento di non fare mai contro la luce. Non voleva respingere mai una verità riconosciuta, nè abbracciare mai un evidente errore. E nel momento stesso, nel quale la dottrina più cara, l'assioma più gradito, la teoria più desiderata gli sarebbe apparso errore l'avrebbe tosto abbandonato, perchè per lui la verità era superiore a tutto.
Quando poi era andato a militare nelle file dell'anarchia, aveva detto a tutti i suoi aderenti di questo suo proposito; lo sapevano tutti, che egli era passato alle file anarchiche per persuasione; erano fieri di averlo compagno e lo additavano agli altri partiti, come una grande prova della bontà del loro sistema.
—Se non fosse convinto, che l'anarchia è il miglior sistema e contiene la verità, non militerebbe nelle nostre file—dicevano.
Ed ora una voce lo rimproverava:
—Tu fai contro la luce.
—Pah! Per un sogno! per un sogno sciocco!
Chiuse l'armadio e consultò l'orologio. Le sette erano passate di poco. L'amico Narciso sarebbe venuto attorno le otto. Aveva tempo di prendere un caffè.
Passò alla finestra e aprì le invetriate, per poter spalancare le persiane. Una raffica di vento freddo entrò nella stanza. Di fuori il buio era ancora perfetto; il cielo gravido di nubi; il lastrico coperto di un alto strato di neve candida; le vie deserte. Per il momento non nevicava.
Chiuse rapidamente la finestra, cacciò una berretta di pelle in capo, tirò su il collare del pastrano, cacciò nelle tasche le mani inguantate, uscì dal suo piccolo appartamento, scese le scale e passò sulla via.