Ecco cos’era l’amore per Adelia!... era un fuggevole inseguirsi di giorni sereni e felici!... era un immergersi nella voluttà dell’oggi!... era un sorridere alla speranza del domani!...

Povero fiore avido di luce e di rugiada che appena schiude i suoi petali olezzanti, essa aveva ben ragione di chiedere alla vita il suo caro sogno di fanciulla!...

Perchè il dubbio, questo aspide dalla bava velenosa che s’avviticchia al verde tronco e ne sugge il miele, avrebbe dovuto tingerle l’aurora coi foschi colori del tramonto?...

No!... ridi e folleggia, o fanciulla, finchè ha un sorriso il tuo vergine cuore!... Ama e canta come la rondine che ti saluta il mattino dal trave ospitale dove ha fabbricato il diletto suo nido!...

Il capriccio innocente od un desiderio di rapina, un giorno glielo distruggerà, ed ella andrà poi gemendo per gli spazj raccontando all’aria la sua sventura e la triste storia dei diletti che generano le colpe!... Ridi e folleggia prima che il dolore impallidisca il bel vermiglio della tua guancia!... Prima che il pensiero appanni la tua fronte!... Spendi i palpiti del tuo giovane cuore prima che la disillusione te li inaridisca nel petto!... Godi, fanciulla!... finchè il tuo ciglio ha un lampo sereno; il mondo è tuo!... cogline i diletti come il fiore che côgli attira un tuo sguardo. Ape leggiadra, aggirati pel giardino della vita ornato d’altari e di croci!... Canta alla vita ed alla morte la tua canzone, poi fenice dalle ali dorate, fatti un rogo di vimini olezzanti e coll’ultimo tuo canto prelúditi la tomba!...

CAPITOLO II.

Bello è il riso degli astri, e allor che splende

La compagna dell’ombre, e l’armonia

Del creato sfavilla, a me discende

Dolce nell’alma una tristezza pia.