Già di carne e d'anni pieno.
Se non può star ritto, almeno
Ride, e gode tuttavia....
Chi vuol esser lieto, sia:
Di doman non v'è certezza.
Lo stesso Lorenzo scriveva poi Laudi e Sacre Rappresentazioni. Spesso, una medesima aria serviva a una Lauda divota, come Crocifisso a capo chino, — e a una lasciva Canzonetta, come Una donna d'amor fino. Lorenzo è un gran dilettante, pel quale tutti i motivi poetici sono buoni — e passa con intrepida disinvoltura dal Canto sacro della Mater dolorosa, al Canto carnescialesco dei Bericuocolai.
III.
Come poeta, credo che la sostanza, la vera eccellenza del suo ingegno, consista nel suo realismo. Qui sta la sua originalità, e l'attrattiva che esercita sul lettore moderno. È anch'egli un impressionista (dei buoni) che trova sempre il modo di dar forma artistica — più o meno felice, ma sempre fresca e schietta — a tutto ciò che colpisce il suo occhio, la sua fantasia, il suo sentimento. Invece di Venere o di Lucina, canta la Nenciozza, — invece di figurarsi Cipro e Delo, dipinge dal vero Careggi e il Mugello, — invece degli Auguri o delle Sibille, ritrae i Beoni e i Cialdonai. Non ha nulla dell'accademicismo del Sannazzaro, o della estetica del Poliziano. È spesso rude e scorretto — ma è il più vicino alla natura; e ha un sentimento della campagna così vivo e diretto, che in tutta la storia letteraria dell'Europa (fatte le debite differenze di epoca, di nazione e di carattere) non trovo da paragonargli che Roberto Burns.
Invece, il mondo poetico del Poliziano è un riflesso di Teocrito, di Virgilio, di Ovidio, di Stazio, del Petrarca: ma la sua immaginazione trasforma, trasfigura ciò che raccoglie, in modo così felice, che ci apparisce quasi come una nuova creazione. Egli mette nelle sue reminiscenze classiche l'entusiasmo dell'umanista — e dà moto, vita e passione, ai più freddi fantasmi mitologici. Egli canta Venere e Diana, con l'ardore con cui Swinburne ha cantato oggi Federa e Atalanta.
Di più: come il Boiardo, egli è un insigne decoratore: ha il senso squisito della ornamentazione: la sua tavolozza di colori è maravigliosa. Chi non ricorda il ritratto della Simonetta, il quale è appena inferiore per colorito, e supera, per grazia, quello d'Alcina? Chi non sa a mente certi suoi versi deliziosi, come: