E noi ridevamo, stando
su 'l balcone a rimirar.

Le sue torcie alfine ammorza,
ché la luna è su 'l levar:
ma com'è presso la porta,
le vien fatto d'abbassar
gli occhi, e scorge un eremita
su un sedile a riposar.

“Che ci fate in queste parti?
che ci fate, o padre, qua?„

Non rispose l'eremita;
ma il vedemmo tosto alzar,
e allungarsi tanto e tanto,
che faceane il cor tremar.

“Sei venuto dall'inferno,
ch'io ti possa esorcizzar?
o sei anima purgante,
ch'io ti possa suffragar?„

“Io non vengo dall'inferno,
che tu m'abbia a esorcizzar;
né son anima purgante,
che tu m'abbia a suffragar.
Ben di don Alessio l'anima
sono, e vengoti a avvisar
che ti aspettan sette armati,
vedi, a quel portone là,
e han giurato per Dio santo
che ti vogliono ammazzar.„

“Ed io giuro per Dio santo
e la vergine Maria,
che se fossero anco il doppio,
non do volta in fede mia.
Cavalieri, avanti avanti;
gareggiam di valentia:
fuori, fuor le vostre spade,
ch'io, mirate, ho fuor la mia!
Se mancasse alcun di spada,
vo' che questa per lui sia:
a me basta il pugnal d'oro,[55]
a salvar la vita mia.„

Mentre parla, la sua tonaca
l'eremita getta via,
e lei stringe nelle braccia
con estrema vigoria.
Ma la giovin, col pugnale
che il bel fianco le guarnía,
tale un colpo al cor gli vibra,
che lo stende su la via.

“Chi ti ha morto, don Alessio?
chi ti ha morto, anima mia?„

“Tu, o signora, tu m'hai morto;
mal potuto altri l'avría.„