Uno giorno aventuroso,
pensando in la mia mente
com'amor m'avea inalzato,
i' stava com'om dottoso,
da che meritatamente 5
non serve a chi l'ha onorato.
Però vòlsi cantare
lo certo affinamento,
perché l'amor piú flore
e luce e sta 'n vigore 10
di tutto piacimento,
gioia tene in talento
e fa ogn'atro presio sormontare.
Montasi ogne stasione,
però fronde e fiore e frutta, 15
l'afinata gioi' d'amore;
per questa sola rasione
a lui è data e condutta
ogne cosa, c'ha sentore:
sí come par, li auselli 20
chiaman sua signoria
tra lor divisamente
tanto pietosamente,
e l'amorosa via
commenda tuttavia 25
perché comune vòlse usar con elli.
Donqua, la comune usanza
ha l'amor cosí agradito,
che da tutti 'l fa laudare.
Gentil donna, pietanza 30
inver' me, che so' ismarito
e tempesto più che mare.
Non guardate in me, fina;
ch'eo vi son servidore:
tragete simiglianza 35
da l'amorosa usanza,
che da piciolo onore
ingrandisce talore,
e 'l ben possente a la stasion dichina.
IX
Si rallegra pensando alla gioia che spera d'avere.
Infra le gioi' piacenti
considerando sono
a ciascuno amadore
li dolci intendimenti,
unde si move dono, 5
che merita l'amore.
Ed io n'agio lo core — cosí temente
per voi, che 'nfra la gente
siete como diamante precioso,
fra l'altre gieme tanto grazioso. 10
Sí graziosa appare
a la mia percepenza
la gio', che 'l core spera,
deo considerare
con senno e con piacenza 15
sí com'eo l'agia intera,
e no lassar maniera — che sia laudata
per me, ch'è straniata.
Sí fort'è l'amoroso intendimento
ch'eo nol pozo celar com'eo lo sento. 20
Sentomi sí gioioso
quando mi penso bene
la gio', ch'eo degio avere,
vivonde coragioso
ch'a lo core mi vène 25
un sí fèro volere,
che mi tolle'l savere — e l'entendanza;
cotant'è l'abondanza
de l'amoroso foco, che m'incende,
membrando l'alta gio', che 'l core atende. 30
Atendo di compire,
e vado sogiornando
in questo mio viagio;
e s'eo per tosto gire
potesse, come stando, 35
compier lo meo coragio,
farea questo passagio — in tal manera,
che falcon di rivera
apena credo ch'avanti mi gisse
per fin che 'l meo viagio si compisse. 40
Compíta, amorosa,
avenente, cortese
donna delle migliori,
per cui mi è gioiosa
la contrada luchese, 45
apareno li fiori
inver' li nostri amori, — che son cotanti;
li amorosi sembianti
continuati son di gio' compíta,
che no mentisce l'amorosa vita. 50
X
Non ha l'amore della sua donna e vorrebbe dimenticarla: non essendogli ciò possibile, invoca da lei la fine dei suoi mali.
Quando apar l'aulente fiore,
lo tempo dolze e serino,
gli auscelletti infra gli albóre
ciascun canta in suo latino:
per lo dolze canto e fino 5
si confortan gli amadore,
quegli ch'aman lealmente.
Eo lasso no rifino
per quella che 'l meo core
va pensoso infra la gente. 10
Per quella, che m'ha in ballía
e m'ha d'amore conquiso
vo pensoso nott'e dia,
per quella col chiaro viso:
co' riguardi e dolce riso 15
m'ha lanciato e mi distringe
la piú dolze criatura.
Lasso! quando m'ebe priso
d'amor tutor mi s'infinge,
pare di me non ha cura 20
Cogli sguardi m'ha conquiso,
parlando ond'io mi doglio,
lasso! quando m'ebe priso;
or mi va menando orgoglio.
Adunque partir mi voglio 25
d'Amore e di suo servire
e de li falsi riguardi,
e fare ciò ch'io non soglio
. . . . . mantenire
per quella, che tuto m'ardi. 30
Ben me ne voría partire
s'unque lo potesse fare;
m'adoblaran li martíre,
non ne poría in ciò campare.
Adunqua mi conven stare 35
a la sua dolze speranza
e non essere argoglioso,
ma tutor merzé chiamare:
forse ne verá pietanza
quella, c'ha 'l viso amoroso. 40
Canzonetta dolze e fina,
va', saluta la più gente;
vann'a quella, ch'è regina
di tuti gl'insegnamente.
Da mia parte t'apresente, 45
e si le chiama merzide
che non degia piú sofrire
ch'io patisca esti tormente:
ca rimembrando m'auzide
e d'amor mi fa languire. 50
XI
Credeva di non essere amato; ma ha avuto torto. E n'è lietissimo.