Dentro da la nieve esce lo foco,
e, dimorando ne la sua gialura,
e' vincela lo sole a poco a poco;
divien cristallo l'aigua, tant'è dura.
E quella fiamma si parte da loco
e contra de la sua prima natura;
e voi, madonna, lo tenete a gioco:
com' piú vi prego, piú mi state dura.
Ma questo agio veduto pur istando
l'acerbo pomo in dolce ritornare,
ma giá vostro core non s'inamora.
La dolce cèra vede pur clamando,
li augelli vi convitano d'amare,
amar convene la dolce criatora.

IX

Senza sapere, i signori possono perdere la signoria.

Saver, che sente un piciolo fantino,
esser devria in signor, che son seguiti;
schifa lo loco, ov'ello sta al dichino,
e teme i colpi, i quagli ha giá sentiti.
Chi sí non fa, pò perder so dimíno
e li seguaci trovasi periti;
però muti voler chi no l'ha fino
e guardi a' tempi, che li son transíti.
Ca pentimento non distorna il fatto;
megli' è volontá stringer che languire:
chi contra face a ciò ch'eo dico, sente.
Lo saggio aprende pur senno dal matto;
om, c'ha piú possa, piú dé' ubidire:
catel battuto fa leon temente.

X

Ella ha in sè ogni cosa piacente, ogni valore, ogni conoscenza.

Vostra piacenza — tien piú di piacere
d'altra piacente; però mi piacete.
E la valenza — avete in piú valere
d'altro valor; però tanto valete.
Se caunoscenza — avete in caunoscére,
che caunoscenti cose cognoscete,
non è parenza — ch'al vostro parere
s'aparegiasse; sí gaia parete.
Altèra sovra l'altre inalturate,
lo meo volere vòl ciò che volete;
cosí vostra volenza a sé mi trai.
Chera sovra l'altre rischiarate,
d'uno sprendore sprendente isprendete,
che piú risprende che del sol li rai.

XI

Molti amano non ricompensati, e il poeta è fra questi; ma sarebbe cortesia che il suo amore fosse un giorno veramente compreso.