Vuol salire in alto sulla sedia del comando.

Movo di basso e vogli'alto montare,
come l'augel, che va in alto volando;
stendo le braccia, sí voglio alto andare,
come la rota in su mi va portando.
Nell'alta sedia mi voglio posare
a tutta gente signoria menando;
nulla persona mel pò contradiare,
ché la ventura mi ven seguitando.
In cima della rota . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . .
e a me data la sua signoria.
Ben aggia chi m'ha messo in tale stato,
ch'unque miglior non lo pori' avere,
ch'aggio tutto lo mondo in balía.

XVII

Loda le bellezze di lei.

Gli vostri occhi ch'e' m'hanno divisi
li spiriti, che son dentro nel core!
E escon fuor con sí grande tremore,
ch'i' ho temenza che non sieno ancisi.
E poco stando, un sospiro sí mi si
parte, ch'ahi! mess'ha l'anima in errore,
e ben sembra ne la virtú d'amore
guardando gli atti suoi cosí assisi.
Ella è saggia e di tanta beltate,
che qual la vede convene che allora
mova sospiri di pianto d'amore.
Però lo dico chi ha gentil core
che tegna mente sí com'ella onora
ciascuna gente, c'ha in sé nobiltate.

XVIII

Per quanto abbia pregato la Madonna, non ha potuto levar gli spiriti malvagi da alcuni sonetti.

Con sicurtá dirò, po' ch'i' son vosso,
ciò ch'adivene di vossi dettati,
ch'i' nd'ho sonetti in quantitá trovati,
che di malvagi spiriti hanno adosso.
Per la pietá de' quali i' mi son mosso
e da la Nossa Donna gli ho menati
e con divozion raccomandati
e raccomando sempre quanto posso.
Ma non son certo perché s'adovegna
che per mei preghi partiti non sono;
se peccato, che sia in lor, non nòce,
o perché mie preghiera non sie degna;
però vi prego, se nde fate alcono,
che li facciate il segno della croce.