Mart. — Geloni, brignoni e tignuole..... non è questione che di pronunzia... Intanto ha la febbre, e il medico ha detto che per due o tre settimane non potrà dirigere l'officina.
Carlo. — Andate in cucina: Carlotta, dagli da colezione, e poi subito a farmi la valigia; partiamo col primo treno. Guarda se Cesarino è già tornato. Finchè non abbia trovato un altro capo-fabbrica, mi converrà stare a Belmonte. (raccoglie delle carte sul tavolino a sinistra)
Mart. — (Che tocco!) (salutando) Gli auguro! (esce con Carlotta dal fondo)
Egisto. — (Altrettanto!)
Agnese. — Carlo, io vengo con quest'abito. Già lassù si starà in libertà.
Anna. — Adagio! Adagio! Spero che Carlo non avrà la pretesa di portarti lassù in questa stagione.
Carlo. — Con vostra licenza, Agnese è mia moglie!
Anna. — Certo; ma anzi tutto deve obbedire a sua madre. Si partirà quando farà più caldo, quando lo dirò io.
Egisto. — (Ecco che cominciano a bisticciarsi dal bel mattino!)
Carlo (ad Agnese). — Vieni o no, Agnese?