Agnese. — Se Faustini ha detto il vero, mia madre m'inganna.

SCENA XII.

CARLO, CENCIO, MARTINO, GENNARO, BOBI, ORESTE, AMBROGIO e BARTOLO seguiti da molti altri operai, dalla sinistra. Quindi FRANCESCO dal fondo. DETTA.

Carlo (ad Agnese). — Appena finito, sono tuo per tutto il giorno.

Agnese. — Ti aspetto; ma intanto non ti affaticare troppo: pensa anche alla tua salute. Buon giorno, buon giorno. (esce dalla destra salutata dagli operai)

Carlo (aperta la cassa). — Ambrogio Carnevali. (Ambrogio va allo scrittoio, Carlo lo paga) Vi siete rimesso?

Ambr. — Olter che rimesso! L'è stato un ciccino d'indigestione, perchè a tucc i solennità me mandeno de cà quai coss de bon da pacciare, e mi, quando me vedi dinanz quela roba, me par d'essere nel mio paeso, e come se dice in buon tuscano, ghe dò dentro!

Mart. — (Anche lui patisce l'astronomia!)

Carlo. — Restate, ho da parlarvi. Cencio Bandettini, eccovi la vostra paga e quella dei vostri limatori. Sapete che l'osservazione fatta da voi sulla bollitura dei fusti è giustissima?

Cencio. — Sono tanti anni che c'ho la mano!