Carlo. — Sarà; ma si ricordi cui tocca che se mettere le mani addosso è sempre brutto, battere chi non può difendersi è da vile. Ora un'ultima parola e vi lascio in libertà. Questo è il nuovo capo-fabbrica, signor Francesco Savelli; ubbiditelo, che lo merita, come ubbidite a me stesso.
SCENA XIII.
EGISTO dalla destra. Detti.
Carlo. — Arrivi a proposito. — Non avete mai inteso parlare di certe cucine economiche per cui in alcune grandi officine l'artigiano è sottratto all'avidità degli speculatori? Ebbene, il mio cugino qui presente ha pensato...
Egisto. — Non ho mai pensato a nulla, non penso mai io.
Carlo. — Insomma, non sareste contenti di avere per lo stesso prezzo di poca frutta cattiva un pezzo di buona carne od una scodella di buon brodo?
Genn. — Eccellenza, se fosse un piatto de' maccheroni a' sughillo, passi; ma a' carne!
Mart. — Per mi se fosse un pittin de fainà...
Ambr. — Ah! s'el fudess l'oss büs!...
Cencio. — O un po' di baccalaretto fritto...