Bonav. — Un cibo più sostanzioso... buona carne... buoni brodi... Badate che colle febbri non si scherza...
Fior. — Povera mamma!
Bonav. — Capisco... i tempi sono così cattivi... poco lavoro... tante tasse...
Nanni. — Oh! per le tasse... a dirle la verità, ne discorro anch'io... ma quanto poi a pagarle... sfido l'esattore a pigliarmi la croce d'un quattrino! Dica piuttosto che ora tutto costa un occhio...
Bonav. — E le pigioni? Un orrore!
Nanni. — A me lo dice? Io ho tanta paura della scadenza che non ci penso mai!... Ma a parte lo scherzo, sono davvero brutti momentacci questi per me: la moglie, la vede, un'ombra; la figliuola che pure non faccio per dire sa far di tutto, con poco lavoro e sa come sono pagate le donne; il figliuolo poi meno che mai... sono in tanti oggi!
Maria. — E sì che è svelto la sua buona parte!
Bonav. — Che mestiere fa il vostro figliuolo?
Nanni. — Fa il giornalista.
Bonav. — Caspita! se ha dell'ingegno...